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ATTIVITA' PRODUTTIVE DEL TERRITORIO

PRODOTTI AGRICOLI DEL TERRITORIO

Vino di Soave

Il Soave è un vino bianco DOC prodotto nella provincia di Verona. La D.O.C. Soave rappresenta la denominazione più significativa all'interno del panorama dei vini a denominazione di origine controllata del Veneto.
Il Soave rappresenta da solo con i suoi 500.000 ettolitri il 40% della produzione a DOC della provincia di Verona.
I vini prodotti nella DOC Soave sono: Soave DOC, Soave Classico DOC, Soave Superiore DOCG, Recioto di Soave DOCG.

CARATTERISTICHE
Dal punto di vista organolettico ha un colore delicato, un naso nitido ed uno sviluppo gustativo rapido ed appagante che non induce ad assuefazione neppure dopo lunghi periodi di consumo.
•    colore: giallo paglierino tendente a volte al verdognolo.
•    odore: vinoso con caratteristico profumo intenso e delicato.
•    sapore: asciutto, di medio corpo e armonico, leggermente amarognolo.
Garganega e Trebbiano di Soave, così come noi oggi li conosciamo, sono il frutto di una lunga interazione naturale tra vitigno ed ambiente.
La Garganega non possiede una aromaticità spiccata, ma un piccolo patrimonio di profumi di cui la mandorla e di fiori bianchi, ha uno sviluppo biologico molto lungo tanto da giungere a maturazione in ottobre, ha una buccia dura e particolarmente gialla quando è matura.
Non ha un'acidità preponderante ma piuttosto un interessante equilibrio di estratti e zuccheri.
Il Trebbiano di Soave storicamente molto presente nei vigneti ha lasciato sempre più posto all'esuberanza della Garganega.
Solo in questi ultimi anni sta riproponendosi come ideale partner per tracciare nuovi profili enologici per il Soave combinando la sua sapidità e vivacità con la struttura e la densità tipiche della Garganega.

CENNI STORICI
Il termine "Soave"; sembra derivare dagli Svevi, che calarono in Italia con il re longobardo Alboino, mentre il territorio era già, in epoca romana, un pagus.
E' possibile fare risalire la presenza della vite almeno a 40 milioni di anni fa.
Le testimonianze fossili che si trovano nel museo di Bolca, in cima alla Valle dell'Alpone, indicano la famiglia delle Ampelidee come la generatrice delle viti selvatiche europee.
In Era Terziaria la Valle dell'Alpone era completamente ricoperta d'acqua tranne un atollo dall'afoso clima tropicale.
Qui sarebbe nata la vite, anche se è più probabile che siano giunte dall'Oriente, come è accaduto alla gran parte dei vigneti europei.
Per gli studiosi più affidabili, la nascita di ceppi storici come la Garganega è da attribuire alla contaminazione tra le uve Retiche, originate dalle Ampelidee, e i vitigni giunti dal bacino del Mediterraneo.
Cassiodoro riassume ciò che prima dell'anno Mille pensavano i più importanti esperti di vino: nelle sue epistole si raccomanda di non far mancare mai alla mensa reale vini veronesi da uve bianche "soavissimi e corposi" capaci di esprimere "chiara purità....gioviale candidezza e soavità incredibile".
Risale al 1228 lo Statuto Ezzeliniano che raccoglie informazioni e consuetudini e le trasforma in regole da osservare per giungere alla qualità finale.à€¨ Nel 1500 la zona diventa un interessante laboratorio produttivo.
A Soave si parla di viticoltura "a palo secco" così da staccare le viti dagli alberi alle quali erano aggrappate e a disporle a pergola ed a coltura a viti basse.
Nel 1800 si fa serrato il confronto con i vini del Reno e con i Tokay ungheresi, e agli inizi dell'800 nasce a Verona una "fabbrica di vino";.
Cominciano a differenziarsi le produzioni di qualità e quelle più quantitative, si parla del taglio fra il Trebbiano di Soave e la Garganega come migliore combinazione qualitativa.
Nel 1900 la concorrenza con i paesi d'oltremare comincia a farsi sentire. In data 9 giugno 1901 nasce la Cantina Sociale di Soave, prima forma di cooperativa agricola della provincia di Verona.
Con l'arrivo delle malattie più importanti della vite viene costituito un Consorzio per la ricostruzione dei vigneti, che sarà poi il Consorzio Tutela Vino Soave e Recioto di Soave.

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
Nel 1931 veniva proposto il primo decreto di delimitazione della zona e il Soave, primo fra i vini italiani, veniva riconosciuto come vino "tipico e pregiato";.
Il primo disciplinare del Soave approvato nel 1968 (DPR 21/8/68 e DPR 22/10/68) ha riconosciuto la Denominazione di Origine Controllata fissando la Garganega tra il 70 ed il 90% ed il Trebbiano di Soave tra il 10 ed il 30%. Le fortune commerciali del Soave ed una viticoltura più specializzata emarginarono ancora di più il Trebbiano di Soave che ha una maturazione anticipata rispetto alla Garganega a favore di altri Trebbiani, così nel 1976 (DPR 6/5/76) il disciplinare veniva aggiornato portando la Garganega fino al 100% con la possibilità di usare il Trebbiano Nostrano fino al 30% e quello toscano fino al 15% nell'ambito di questo 30%.
Con gli anni ’80 arrivarono in zona i primi Chardonnay e Pinot Bianco, vitigni interessanti sia per vinificazioni che in uvaggio con la tradizionale Garganega.
Il disciplinare vedeva così un'ulteriore aggiornamento nel 1992 (dpr 18/6/92) con l'introduzione nel 30% dei vitigni complementari anche di queste due varietà accanto al trebbiano di Soave.
Nel 1998 arrivava la Docg per il Recioto di Soave (D.M. 7 maggio 1998), alla quale si affianca nel 2001 la Docg per il Soave Superiore (D.M. 29 ottobre 2001).
Nel 2002, con il D.M. 6/9/02 viene fissata la garganega per almeno il 70 % e per il rimanente da uve e vitigni Trebbiano di Soave, Pinot Bianco e Chardonnay. In tale ambito del 30%, e fino ad un massimo del 5%, possono altresì concorrere le uve provenienti dai vitigni a bacca bianca, non aromatici, autorizzati e raccomandati per la provincia di Verona.

LE ZONE DI PRODUZIONE DEL SOAVE
La zona di produzione del Soave è situata nella parte orientale dell'arco collinare della provincia di Verona a nord dell'Autostrada Serenissima tra il 18º e il 25º km tra Verona e Venezia.
Essa comprende in tutto o in una parte i territori dei comuni di Soave, Monteforte d'Alpone, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane di Sotto, Caldiero, Colognola ai Colli, Illasi, Cazzano di Tramigna, Roncà, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione e San Bonifacio.
Con il riconoscimento della DOCG al Recioto di Soave e successivamente con le nuove delimitazioni per il Soave superiore DOCG, l'area di produzione è stata divisa in tre sottozone quasi equivalenti per dimensione e per consistenza viticola.
La Zona più antica, detta anche zona storica, delimitata per la prima volta nel 1931 e coincidente con il Soave Classico, si trova sui rilievi collinari dei comuni di Monteforte d'Alpona e Soave ed è interessata da una superficie vitata di 1.700 ettari.
La seconda zona, praticamente tutta collinare, va da San Martino Buon Albergo a Roncà interessando i rilievi della Val di Mezzane, Val d'Illasi, Val Tramigna e Val d'Alpone e costituisce la sottozona Colli Scaligeri, che comprende 2.400 ettari.
La terza zona del Soave DOC è situata nelle aree più o meno pianeggianti delle vallate già citate per una superficie di circa 2.400 ettari.

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