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SOAVE - VERONA - VENETO

Soave dista circa 20 chilometri da Verona verso est.
Soave è facilmente raggiungibile dall'autostrada A4 casello Soave-San Bonifacio, mentre la stazione ferroviaria più vicina è quella di San Bonifacio.
La derivazione del nome del paese è oscura. Si suppone chi Soave venga dai Suaves  ovvero gli Svevi, popolazione che, con le invasioni barbariche, si stanziò nell'Italia settentrionale.

Città Soave - Provincia Verona - Regione Veneto
Coordinate 45°25'29"N 11°14'44"E   45.424723°N  11.245555°E
Altitudine 40 metri supra il livello del mare
Superfice 22,67 Km2
Abitanti 6.808  in data 01.06.2007
Densità 307.72 abitanti /Km2
CAP 37038 E 37030
Prefisso telefonico 045
Codice ISTAT 023081
Codice Catasto 1775
Classificazione sismica zona 3 sismicità bassa
 
Nome Abitanti Soavesi
Santo Patrono San Lorenzo
Giorno Festivo 10 agosto
Frazioni:

CASTELLETTO: Prende il nome da un piccolo castello dell'alto Medioevo.
In epoca romana Castelletto fu un "pagus"; infatti è stata ritrovata una vasta necropoli in cui sono stati rinvenuti molti oggetti funerari.
Questa necropoli occupava l'area del cosiddetto "Cumuletto";, area su cui sorgono la vecchia chiesa parrocchiale di San Gerolamo e quella nuova dedicata a Maria Ausiliatrice.

COATEGGIOLA: Sulla strada provinciale 37/a "dei ciliegi";, troviamo Costeggiola che, come dice il nome, sorge su una piccola costa tra le colline. Da segnalare la chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Antonio abate.

CASTELCERINO: Castelcerino domina sia la vallata del Tramigna che quella dell'Alpone.
Nel 1263 il nome del paese era Castrum Ecerini.
Dalla lapide sul Palazzo di Giustizia a Soave si viene a sapere che per qualche tempo il paese si chiamò Castalberto.
Nel 1219 è documentata la presenza di due conventi nel paese.

FITTA': La frazione di Fittà si gode una superba vista della Val d'Alpone e della Pianura Padana.
Nel piccolo centro sorge la chiesa parrocchiale dedicata a San Vincenzo Ferrer.

EDIFICI RELIGIOSI

- Chiesa - Santuario di Santa Maria della Bassanella
Eretta nel Borgo Bassano da cui prende il nome, il tempio venne consacrato nel 1098 ed è legato ad un'apparizione mariana avvenuta nella Valle Ponsara, luogo dove sarebbe stata rinvenuta la statua della Vergine col Bambino venerata nel santuario.
La chiesa era governata prima ai Benedettini del monastero dei Santi Nazaro e Celso di Verona e poi agli Olivetani di Santa Giustina di Padova.
Alla caduta della Repubblica Veneta nel 1797, la conduzione della chiesa passò al Vescovo di Verona.
Nell'Ottocento l'ingegnere Zanella rinnovò stilisticamente la chiesa portando la facciata da ovest a nord su una piazza che si affaccia sulla bassa Val Tramigna.
All'interno della chiesa abbiamo si trovano pregevoli del XIV secolo raffiguranti San Benedetto e Santa Scolastica ed altri santi tra cui San Cristoforo, soggetto tipico dell'iconografia della Val Tramigna in quanto legato all'acqua, e il patrono di Soave, San Lorenzo.
Nel XX secolo il pittore soavese Mattielli decorò con tele ed affreschi l'interno della piccola chiesa.
Ogni anno, dal 15 agosto, viene organizzato un Ottavario in onore della Madonna che vede, tra le varie celebrazioni, una fiaccolata fino alluogo dell'apparizione in Valle Ponsara.
Sul percorso santuario – Ponsara nel 1998 sono state erette le 15 stazioni della Via Crucis stele in pietra con bassorilievi.

- Chiesa parrocchiale di Soave
Sorge in via Roma dal '300, secolo nel quale venne demolita la Pieve in Borgo San Lorenzo.
Demolita la prima costruzione nel 1744, fu riedificata nel 1758 e ingrandita nel 1884 su progetto dell'architetto Gottardi con la risistemazione della facciata, in stile rinascimentale tendente al barocco.
Il tempio, dedicato al patrono di Soave, San Lorenzo martire, è a navata unica con altari barocchi e pregevoli dipinti come la pala di San Rocco (1529), opera di Francesco Morone, il dipinto dei Santi Bovo, Francesco e Antonio abate, opera del Farinati ('500) e una tela del Cignaroli  dei Santi Gaetano e Quirino con la Madonna del Buon Consiglio.
Il soffitto della navata è il primo lavoro d'arte sacra del pittore soavese Adolfo Mattielli (XX secolo) che ha raffigurato San Lorenzo che dona ai poveri i beni della Chiesa.
Opera pregevole è una statua lignea del Redentore, opera di Paolo Cahansa del 1553. Non vanno dimenticati il grande organo nell'abside, risistemato a fine XX secolo, opera dell'inglese Trice (1889) e il campanile, in stile classico con trifore, eretto su disegno del Trezza.

- Chiesa di San Giorgio
Situata in Borgo Covergnino, quasi sicuramente diede il nome al borgo in quanto Covergnino non è altro che la deformazione linguistica di conventino.
Venne edificata nel '200 per volontà dei Francescani.
In facciata c'è un bassorilievo con San Giorgio a cavallo che uccide il drago. Lo stile semplice con cui venne costruita la chiesa è confermato dal rozzo campanile.
Gli affreschi interni son andati irrimediabilmente perduti in quanto distrutti al tempo della peste del 1630; restano alcune tracce che si possono attribuire al Giolfino (tra fine '400 e metà '500). Dal centro del soffitto della chiesa pende la coda di un animale preistorico.

- Chiesa di Santa Maria dei Domenicani o Santa Maria di Monte Santo
Il tempio che sorge a pochi passi da Piazza Antenna, sulla strada che porta al castello, venne edificato nel 1443 inizialmente in stile romanico.
Fu riedificata nello stesso secolo sotto la direzione di Fra' Giocondo, soavese d'origine e autore della loggia che porta il suo nome in Piazza dei Signori a Verona. L'interno è ad unica navata con cappelle dedicate a Santa Lucia e Sant'Apollonia, sante presenti anche in altri cicli pittorici della Val Tramigna. Attualmente la chiesa è usata per mostre e manifestazioni mentre l'attiguo convento ospita la biblioteca civica di Soave.

- Chiesa di Sant'Antonio
In via San Matteo, venne fatta costruire nel 1677 da Matteo Cusani, di famiglia nobile con ricchi possedimenti a Soave e in altre località della provincia veronese.
L'interno presenta un altare, in stile barocco, e pregevoli quadri della Via Crucis.

- Chiesa di San Rocco
Usciti da Porta Aquila, sulla strada che va a Castelcerino, venne eretta nel XV secolo sull'area di un antico cimitero romano. Nel XIX secolo, l'architetto Gottardi fece voltare la facciata da ovest ad est. Qui si trovava la pala di San Rocco del Morone, portata nella parrocchiale per paura che potesse venire rubata.
Attualmente la chiesa viene usata in occasione di mostre e concerti, è di proprietà del Comune soavese ed è stata da poco restaurata.

EDIFICI CIVILI

- Palazzo Sambonifacio - XIII secolo

- Palazzo di Giustizia - XIV secolo
Sorge in Piazza Antenna, in pieno centro del paese. Edificato nel 1375 per volere di Cansignorio della Scala che vi insediò come rettore, governatore e giudice Pietro della famiglia Montagna.
Alla sua costruzione contribuirono i ventidue paesi sottoposti al Capitaniato soavese e sono elencati in una lapide in facciata.
È un edificio con loggia a quattro arcate; nel mezzo della facciata c'è un poggiolo sovrastato da una statua della Vergine col Bambino sulle ginocchia.
Oggi il palazzo ospita un 'enoteca al piano terra e la Procura.

- Palazzo Scaligero - XIV secolo
Costruito nel XIV secolo per volontà di Cansignorio della Scala nei pressi di Porta Aquila, era l'antica residenza dei Pretori e Governatori di Soave; successivamente, in epoca veneziana, divenne residenza dei Capitani della Serenissima.
Il vicino giardino, molto suggestivo, venne donato dalla famiglia Zanella al Comune di Soave.
Restaurato nel XX secolo, l'edificio ospita attualmente la sede municipale.

- Palazzo Cavalli - XV secolo
Edificio che sorge a lato di piazza Antenna, venne costruito nel 1411 per volontà di Nicolò Cavalli, Capitano di Soave, in stile gotico – veneziano.
La facciata era un tempo decorata da affreschi quattrocenteschi a soggetto mitologico attribuiti a Giovanni Maria Falconetto da Verona.
Oggi il palazzo è proprietà della famiglia Pomini.

- Palazzo Moscardo - XVII secolo

IL CASTELLO DI SOAVE

Questo monumento ha segnato la storia di Soave.
Ridotto a fattoria e successivamente in uno stato d'abbandono, venne restaurato nel 1890 dal nuovo proprietario, senatore del Regno Giulio Camuzzoni.
Si può raggiungere a piedi da Piazza Antenna oppure percorrendo la strada asfaltata a nord del paese.
È un tipico manufatto militare del Medioevo che sorge sul Monte Tenda dominando la pianura sottostante.
È costituito da un mastio e da tre cortili con dimensioni differenti.
Il primo cortile, su cui si apre una porta con ponte levatoio, misura 1163,90 m² e fu opera della Repubblica di Venezia nel '400.
Nel cortile si scorgono i resti di una chiesetta a tre absidi probabilmente risalente al X secolo, il tempo delle scorrerie degli Ungari.
Attraverso una porta con saracinesca si passa al secondo cortile di 2921,60 m² detto della Madonna per un affresco del 1321 presente sopra la porta d'ingresso ad occidente.
Nello stesso cortile è presente una porta di soccorso in quanto destinata al rifornimento degli occupanti il castello in caso di difficoltà.
Inoltre s'intravedono tracce di edifici nei lati ovest e sud.
L'ultimo cortile di 972,18 m² e si raggiunge tramite una scaletta di legno.
La soglia della porta è così elevata per ostacolare i nemici in caso di attacco.
Oltrepassata la porta s'intravede un affresco del 1340 raffigurante un soldato scaligero e la scritta Cicogna.
Ciò che colpisce l'occhio è il grande mastio nel quale si entra tramite un'apertura nel basamento; era il luogo di estrema difesa ma il mucchio di ossa trovate in questo luogo fa immaginare che sia stato anche luogo di tortura e prigione.
Al centro della corte si trova una vera da pozzo antica mentre un po' a destra abbiamo la stanza destinata al corpo di guardia dove troviamo armi di offesa e difesa usate dai soldati scaligeri.
Anche nel cortile interno si ritrovano resti di caserme.
Una scala esterna permette di entrare in quella che era l'abitazione del signore o del suo rappresentante.
La stanza centrale è detta "la Caminata"; per via del grande camino presente.
Sulla tavola son presenti oggetti trovati nel restauro del castello come monete romane, frammenti di armi ma anche strumenti di guerra provenienti da altri castelli e monete e medaglie ritrovate in più tempi a Soave.
Dalla "Caminata"; si accede ad un cortile piccolo aperto in epoca veneziana.
La stanza centrale comunica poi con la camera da letto in cui è da notare l'affresco duecentesco del Crocefisso tra la Madonna e la Maddalena e con la sala da pranzo con tavola imbandita con stoviglie riproducenti quelle dell'epoca.
Da questa sala si giunge ad una stanzetta con cinque ritratti: Mastino I fondatore della fortuna e della potenza scaligera, Dante Alighieri, Cangrande il più importante tra gli Scaligeri, Cansignorio della Scala  che restaurò ed ampliò il castello facendo circondare Soave dalla cinta muraria e costruendo il Palazzo di Giustizia e quello Scaligero, e Taddea da Carrara, moglie di Mastino II.

Le mura scaligere
Vennero costruite nel 1369 per volontà di Cansignorio della Scala e raccolgono al loro interno il nucleo storico di Soave.
Anticamente solo tre porte si aprivano nella cinta: Porta Aquila ora Porta Bassano a nord, Porta Vicentina ad est e Porta Verona a sud.
I due lati di ovest e sud le mura sono accompagnate dal fossato naturale formato dal Tramigna.

STORIA DI SOAVE

Per l'epoca romana abbiamo, come testimonianza, i sepolcreti della frazione Castelletto, quello di contrada Cernìga, quello nei pressi della chiesetta della Bassanella ed altri.
Probabilmente Soave era un pagus importante nei pressi della Via Postumia.
Nel 932 Il diacono Dagilberto, fa testamento e dispone in eredità beni posti in Soave.
Nel 934 Un documento attesta per la prima volta l'esistenza del castello, qundo gli Ungari penetrano nell'Europa Occidentale.
In realtà è probabile che il castello sorga su un antico fortilizio romano.

Nel 1029 abbiamo la Pieve di San Lorenzo segnalata tra le 48 Vicarie Foranee della Diocesi veronese.
È probabile che la chiesa fosse ubicata nel Borgo San Lorenzo, sulla strada per Monteforte d'Alpone.
Da una successiva attestazione sappiamo che il castello era in mano ai Conti di Sambonifacio di Verona mentre l'ascesa di Ezzelino da Romano come Podestà del Comune veronese  nel 1226 portò al possesso del maniero da parte dei Conti Greppi, i quali, nel 1270, lo cedettero al Comune di Verona che vi installò un suo Capitano.
La contemporanea ascesa degli Scaligeri il paese divenne sede di Capitaniato con 22 paesi sottoposti a tale giurisdizione.

Nel 1379 Il castello venne restaurato e rinnovato mentre, Cansignorio dotò il paese della cinta di mura ancor oggi visibile.

La fine della dinastia scaligera portò nuovi padroni al castello: prima i Visconti milanesi e poi i Carraresi padovani.
 
Nel 1405 I Carraresi lo perderanno con l'arrivo delle truppe della Repubblica di Venezia, appoggiate dagli abitanti soavesi.

Nel 1439 Le truppe viscontee del condottiero Niccolò Piccinino s'impadronirono di Soave ma la vittoria di Giovanni Pompei sul Monte Bastia  permise all'esercito veneziano di tornare a possedere la zona.

Pericolo maggiore ci fu quando Venezia si trovò contro la Lega di Cambrai.
Nel 1508  Il castello e il paese di Soave vennero incendiati con 366 soavesi passati a fil di spada.
Nel 1516 La Repubblica di Venezia però riuscì ad avere la meglio.

Nel 1511 A causa dell'eroismo del capitano Rangone e dei soavesi che liberarono il castello, Venezia donò l'Antenna (un grande pennone) e lo Stendardo di San Marco.
Iniziò un periodo di pace però il castello era ormai superato per le tecniche di guerra.
La Repubblica veneziana, che aveva bisogno di denaro per sostenere la guerra contro i Turchi e cedette il castello prima in affitto e poi in proprietà alla famiglia nobile dei Gritti che a sua volta lo subaffittarono a privati che trasformarono il castello in fattoria.

Nel 1797 Con il trattato di Campoformio cadeva la Serenissima e iniziava la dominazione austriaca.

Nel 1805, ritornò francese e Soave divenne centro del Distretto della Tramigna comprendente anche Caldiero, Colognola ai Colli e Illasi.

Nel 1809 ci furono scontri tra austriaci e francesi in un'area tra Cazzano di Tramigna e Soave.

Nel 1815 Con il Congresso di Vienna, il Veneto passò nel Regno Lombardo – Veneto.

Nel 1866, anche Soave entrò a far parte del Regno d'Italia.
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