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SAN BONIFACIO - VERONA

Città San Bonifacio - Provincia Verona - Regione Veneto
Coordinate 45°24'00"N 11°16'00"E      45.4°N 11.283333°E
Altitudine 31 metri sopra livello del mare
Superficie 33,9 Km2
Abitanti 20774 in data 31.12.2010
Densità 612,8 abitanti / Km2
Codice Postale 37047 e 37040
Prefisso Telefonico 045
Codice ISTAT 023069
Codice Catastale H783
Classificazione Sismica zona 3 - sismicità bassa
Nome Abitanti: Sambonifacesi
Patrono: Sant'Abbondio
Giorno Festivo: 8 settembre
Frazioni: Lobia, Locara, Prova, Villanova-Villabella

ECONOMIA

Questa è una zona di produzione del vino Arcole DOC
Sono presenti alcune aziende leader nei propri settori, come:
Ferroli S.p.A. nella produzione di caldaie e sistemi di riscaldamento
Pedrollo S.p.A. nella produzione di elettropompe.

SPORT

La Sambonifacese dopo la storica promozione in Lega Pro Seconda Divisione nel 2007-2008 è attualmente la terza squadra professionistica di calcio della provincia di Verona dopo il Chievo Verona ed Hellas Verona.

La New Polibasket San Bonifacio nella pallacanestro femminile è il club più prestigioso della provincia di Verona e vanta molte stagioni nella Serie A1.

PERSONAGGI FAMOSI

Arturo Burato politico

Massimo Fiorio (1977) scrittore e musicista

Germano Mosconi (1932) giornalista

Pier Eleonoro Negri, nato a Locara di San Bonifacio, il 29 giugno 1818, militare

Dante Olivieri filologo

Giovanni Piubello (1921-1983), scrittore

Davide Rebellin (1971) ciclista

EDIFICI CIVILI

Villa Carlotti - XVIII secolo

Edificata nella campagna ad est della frazione Prova, la villa Carlotti, abitata dalla famiglia Colli, è il tipico palazzo signorile del primo '700 a tre piani con ampie sale ad ogni piano ed in ottimo stato di conservazione.
Al centro dell'attico si trova una statua raffigurante Giove con una aquila ai cui piedi è sistemato lo stemma dei marchesi Carlotti con la data 1704.
Attribuita allo scultore Francesco Filippini, è probabilmente l'unico pezzo superstite  raffigurante le divinità dell'Olimpo e resta l'unico segno dello splendore settecentesco del  palazzo smarrito con la perdita degli arredi originali.

EDIFICI RELIGIOSI

Abbazia di San Pietro - VII secolo

E' l'edificio storico più interessante del paese, venne costruita nel VII secolo in Villanova ed è una chiesa in stile romanico a tre navate con tre absidi rivolte verso est.
La facciata è divisa in tre parti: il rosone centrale venne chiuso per l'abbassamento del soffitto della chiesa e, per dar luce all'interno, vennero aperti tre finestroni.
Aggiunte barocche sono le statue e gli stemmi dell'ordine benedettino olivetano.
Sulla sinistra, attaccato alla chiesa, si eleva l'imponente campanile avente base romanica risalente al 1131, trifore gotiche e cuspide quattrocentesca.
L'interno della chiesa a tre navate, aveva in origine una copertura a capriate coperta in epoca barocca dalle volte ancora esistenti.
Nella fiancata meridionale della navata centrale sono scomparse le finestre romaniche lasciando il posto a tre mezzalune barocche.
Interessanti, a destra, sono degli affreschi di scuola giottesca con scene della vita di San Benedetto mentre, sulla parete sinistra, è visibile un affresco rettangolare con sei figure di santi, fra i quali San Zeno e San Michele Arcangelo.
Il catino absidale ospita un affresco del 1700 rappresentante la gloria di San Benedetto  mentre a sinistra in basso raffigura San Bernardo Tolomei ed a destra è dipinta Santa Francesca Romana con accanto il figlio.
Opera pregevole è l' ancora in pietra del XV secolo situata al centro dell'abside. Sono presenti delle figure ad altorilievo, chiuse in cinque nicchie separate da colonnine tortili. Nella nicchia centrale è raffigurato San Pietro in trono. Nello spazio ricavato sopra l'abside di destra si ammira un affresco con l'Annunciazione di scuola giottesca.
La cripta è una delle più belle fra quelle romaniche della provincia veronese.
Vi si accede mediante due scalinate laterali aperte nel 1925 sulle tracce delle scale originarie romaniche.
Larga quanto la chiesa, è costituita da cinque piccole navate.
La navata destra è parte dell'antica chiesetta dedicata a San Pietro, poi incorporata nella costruzione della nuova  chiesa. Nel pavimento vi sono reperti della prima epoca romana come una lapide funeraria e un vaso cinerario.
Anche nella cripta si trovano affreschi raffiguranti la passione e martirio di Sant'Agata, Cristo tra i Santi Pietro e Paolo.
Nella cripta si trova un sarcofago nel quale riposa il corpo del venerabile don Giuseppe Ambrosini.
La chiesa, a sud, è affiancata da ciò che rimane del monastero, soppresso nel 1735 e trasformato in casa colonica.
Tutto il complesso è stato recentemente restaurato ed ospita, il Museo geopaleontologico "Giuseppe Dalla Tomba";.

Duomo di Santa Maria Maggiore - XII secolo

Chiesa parrocchiale e Duomo si trova a sud della piazza centrale del paese, piazza Costituzione e fu costruita all'inizio del XII secolo e ricostruita nel 1417.
Successivamente venne trascurata e fu riedificata nel 1769 ed ampliata nel 1837 in stile ottocentesco e consacrata l'8 settembre 1883.
Attualmente si presenta con una unica navata e con sei altari laterali.
Da segnalare la pala di San Rocco attribuita a Bonifacio de' Pitati.
Pochi anni fa è stato restaurato il campanile.
Nella costruzione venne usata, come pietra angolare, un'ara romana dedicata al dio Mercurio.

Chiesetta di Sant'Abbondio alla Motta - XV secolo

Poco lontana dal Duomo al di là dell'Alpone, si trova la chiesetta romanica di Sant'Abbondio  ad un'unica navata, ricostruita nel biennio 1491 - 1493 sopra i resti di una precedente chiesetta dedicata ai Santi Abbondio e Bonifacio distrutta con il castello dei Conti di San Bonifacio nel 1243 ad opera di Ezzelino da Romano.
All'interno vi sono vari affreschi, dipinti, alcuni ex-voto, una statua dedicata a Sant'Abbondio ed una Pietà in terracotta.
Vicino alla chiesa, la vegetazione del "Parco della Rimembranza"; sulla collinetta della Motta nasconde i ruderi del castello dei Conti di San Bonifacio che diedero il nome al paese.

Chiesetta di San Biagio - XVII secolo

Dall'altro lato della strada che delimita villa Carlotti, troviamo, la chiesetta o oratorio di San Biagio, prima chiesa parrocchiale di Prova.
L'edificio venne terminato nel 1695, come attesta una lapide sopra l'altare che attribuisce la costruzione al marchese Giulio Carlotti.
Il portale d'ingresso è proveniente da un'altra chiesa, più antica e anch'essa dedicata a San Biagio che andò in rovina.
La chiesetta è ricca internamente di affreschi di pregevole valore storico, è stata restaurata negli anni '90 del XX sec.?La pianta è di forma poligonale secondo una metodologia tipica del periodo barocco; l'originale copertura a capriate lignee della navata è attualmente nascosta da un controsoffitto.
Al centro dell'altare troviamo la pala attribuita al Prunati dedicata a San Biagio tra San Carlo Borromeo e San Francesco, restaurata per motivi di conservazione ma anche a causa di un trafugamento che aveva subito.

Chiesa parrocchiale di Lobia - XVII secolo

Nel paese di Lobia troviamo la sua chiesa dedicata a Santa Lucia. Venne eretta nel 1645 ad unica navata e fu affidata alla gestione di un curato che dipendeva dalla pieve di San Giovanni di Locara.
Nel 1925 venne costituita la parrocchia di Lobia e per l'occasione la chiesa venne ampliata con due navate laterali; un ulteriore ampliamento fu realizzato nel 1935.

Chiesa parrocchiale di Locara - XX secolo

L'attuale chiesa parrocchiale di Locara fu ricostruita a tre navate negli anni 1906-1909 e fu consacrata il 23 luglio 1927.
È dedicata a San Giovanni Battista e si trova a pochi metri dalla precedente chiesetta del 1750.
L'esistenza della parrocchia è documentata nei registri parrocchiali alla metà del '600, inoltre è probabile che risalga al VII sec. il ruolo di Locara come oratorio dipendente da Montecchia di Crosara.
Interessante è la presenza di una statua di San Benedetto all'interno della chiesa in quanto ricorda i benedettini di Villanova mentre sull'altare dedicato a San giovanni Battista è posta una tela della "Natività" del santo, opera di scuola veneziana del Tiziano.
Accanto alla sacrestia c'è la cappella con l'altare barocco in marmo dedicato alla Madonna della Salute la cui immagine viene portata in processione il 15 agosto e nella festa del Santo Rosario.
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STORIA

LE ORIGINI
Nella zona di San Bonifacio probabilmente esistevano piccoli villaggi fin da epoche remote con epicentro sull'altura della Motta.

EPOCA ROMANA
Di epoca romana sono state ritrovate: l'ara dedicata a Mercurio attualmente murata, come pietra angolare nel campanile della chiesa parrocchiale, un'ara di marmo dedicata a Giove, una lapide funeraria entrambe nella cripta dell'abbazia di Villanova ed iscrizioni trovate a Villabella.
La via Postumia probabilmente attraversava a nord il territorio di San Bonifacio.
In Villanova, venne trovato nel 1942 in occasione dell'allargamento dell'ex SS 11, a circa due metri sotto il letto del torrente Tramigna un ponte romano sovrastato da una via romana dai caratteristici blocchi di sasso nero.
In epoca romana i confini tra Verona e Vicenza passavano per la frazione Locara.
Nella frazione di Lobia, nel 1490, venne scoperto un importantissimo cippo romano che indicava i confini tra il territorio romano d'Este e quello di Vicenza.

Il MEDIOEVO 
Questo confine fu mantenuto anche durante il periodo medievale fino ad arrivare ai nostri giorni.
Importante è la località chiamata "Torri di Confine" con la sua chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo venerato come difensore dei confini.
È proprio un luogo di culto come la chiesetta di San Michele a Torri di Confine in Locara a testimoniare la presenza longobarda sul territorio del comune sambonifacese
Tra VI e VII secolo d.C. i Frati Benedettini edificarono l'abbazia di Villanova dedicandola a San Pietro in sostituzione di un antico tempio pagano dedicato a Giove e con l'aiuto degli abitanti del luogo bonificarono l'intera campagna che si estendeva dalla Postumia fino all'Adige.
Nel 763 Sant'Amselmo del Friuli, fondatore del monastero di Nonantola, fece costruire una chiesetta ai confini della diocesi vicentina, dedicandola a San Pietro.
Nel periodo carolingio la zona di San Bonifacio rientrava nel Comitato Vicentino che si estendeva verso occidente oltre gli attuali confini della provincia di Vicenza.
Di pari estensione era la Diocesi Vicentina, tant'è che ancora il Comune di San Bonifacio, pur essendo in provincia di Verona, ne fa parte.
Dissolto l'impero carolingio, la minaccia veniva da est ed erano gli Ungari e probabilmente il castello della Motta venne costruito in tal occasione.
Nella zona "sambonifacese" esistevano già degli agglomerati rurali e, con la disgregazione del Comitato vicentino, il marchese Milone di San Bonifacio di origine franca e capostipite della famiglia dei Conti di San Bonifacio estese i suoi domini nelle terre "sambonifacesi" dando cosi l'attuale nome al paese.
La Famiglia dei Conti di San Bonifacio primeggiò per quasi due secoli nella Città di Verona, della quale i San Bonifacio furono anche spesso Conti e Podestà. Il testamento di Milone (955) parla di un castello e di una cappella dedicata a San Bonifacio.
Nel XII secolo, nel territorio fra il castello della Motta e l'abbazia, stava nascendo una numerosa comunità rurale e per questo motivo si costruì una nuova chiesa dedicata a Sant'Abbondio.
Nel XII nacquero alcune realtà rurali come i Comuni di San Bonifacio, di Villanova e Locara
Nel 1222 abbiamo il primo documento che dimostra l'esistenza della chiesa di Santa Maria Maggiore, chiesa nella quale si trasferì l'arciprete du Sant'Abbondio prima della distruzione del castello.
Nel 1243 La chiesa di Sant'Abbondio, la chiesetta di San Bonifacio assieme al castello vennero distrittue dal tiranno Ezzelino da Romano e San Bonifacio, passò sotto il dominio scaligero.
Nel 1299 Bartolomeo della Scala stipulò un patto col Comune di San Bonifacio. Sotto Cansignorio della Scala il territorio scaligero venne ordinato in Capitaniati ovvero aggregazioni di Comuni; la zona sambonifacese apparteneva al Capitaniato con centro Soave. I Capitaniati, ebbero però breve durata e a fine '300 furono sostituiti dai "Vicariati" aventi minore estensione. Sede del Vicariato nella zona divenne San Bonifacio con giurisdizione su località come Torri di Confine, Locara e Villanova.
XV secolo - La dominazione veneziana portò con la pace, un aumento dei traffici e degli scambi commerciali tra i prodotti rurali e quelli della città. Per questo nel secolo XV San Bonifacio godette di una gran prosperità arricchendosi di estese campagne, ricostruendo molte case in muratura, allargando l'area abitativa del paese e vedendosi riconfermare nel 1407 i privilegi concessi dal patto del 1299.
Tra il 300 ed il 400 Guglielmo da Modena fece restaurare l'abbazia dopo un lungo periodo di decadenza e le restituì gran parte del perduto prestigio.
Nel 1417 L'Arciprete della Pieve fece ampliare la chiesa di Santa Maria-Sant'Abbondio, ormai incapace ad accogliere le persone che in sempre maggior numero assistevano alle celebrazioni sacre.
Oltre alla chiesa appena citata venne costruita anche un'altra chiesa,dove ora si trova il Cinema Centrale, detta di S. Maria della Misericordia oppure della Disciplina, con accanto un piccolo ospedale, adesso entrambi distrutti.

ERA MODERNA 
Nel 1562, a seguito del Concilio di Trento, i frati Benedettini rinunciarono all'Abbazia di Villanova ed a loro subentrarono gli Olivetani.
Nel 1630 Dopo la peste e le guerre del 500 la popolazione lentamente si stava riprendendo.
Nel 1743 L'Arciprete di Santa Maria Maggiore segnalò al Comune la cattiva situazione della sua chiesa che era divenuta piccola per le necessità dell'epoca.
Nel 1753 iniziarono i lavori ma questi durarono a lungo e procedettero con lentezza per motivi finanziari.
L'8 settembre 1883 la chiesa venne consacrata ufficialmente.
Era arrivata l'epoca napoleonica e l'11 novembre 1796, prima della celebre battaglia d'Arcole, Napoleone fu sconfitto a Villanova.
Oltre 400 soldati francesi, feriti o ammalati, furono ammassati nell'antico complesso monastico.
In seguito, il generale francese vinse ad Arcole ma San Bonifacio risentì solo marginalmente della battaglia.

ERA CONTEMPORANEA 
Ciò che cambiò profondamente il paesaggio sambonifacese sarà, negli anni '50 dell'800 il tracciato della "strada ferrata lombardo-veneta" detta anche "Ferdinandea".
Nel 1849 venne eretta la stazione nel Comune di San Bonifacio e lo attraversava interamente collegando Milano a Venezia.
Fu una fortuna per l'economia locale.
Vista l'importanza come centro del Distretto austriaco, il livello economico di molti cittadini e la facilità di comunicazione con i comuni vicini e con le città di Verona e Vicenza San Bonifacio fu uno dei pochi comuni dotati di un teatro stabile durante la dominazione austriaca: era il "Teatro Adelfico".
Nel 1876, San Bonifacio aderisce nel regno d'Italia, si costruì l'odierno Municipio, realizzato su disegno di Antonio Caregaro Negrin.
Nello stesso anno si sostituì il vecchio ponte sull'Alpone con l'attuale avente strutture in ferro ma più basso degli argini.
Nel 1892 Per favorire l'attività produttiva agricola venne costituita l'Associazione Agraria del Basso Veronese che prese successivamente il nome di Unione dei Consorzi Agrari di Legnago, Cologna Veneta, Isola della Scala, Sanguinetto e San Bonifacio.
Fu grazie all'Unione che si sviluppò in maniera particolare la coltivazione delle barbabietole da zucchero con la costruzione dello Zuccherificio a Villanova, edificio esistente. esempio di archeologia industriale ed in stato di abbandono.
Altro campo d'intervento fu la zootecnia per cui venne rilanciata l'antica Fiera di San Marco in occasione del 25 aprile e continuò la felice tradizione della Fiera di San Michele il 29 settembre.
Nella prima metà del '900 viene bonificata la valle Zerpana.
Nel 1925 nasce la parrocchia di Lobia.
Nel 1933 avviene l'inaugurazione dell'ospedale Zavarise Manani.
Nel 1935 nasce l'oratorio con la chiesa di San giovanni Bosco.
Negli anni 40 viene costruita la nuova chiesa di parrocchiale di Prova.
Nella seconda guerra mondiale a causa la linea ferroviaria e il ponte per Monteforte d'Alpone, il paese e le sue vicinanze subirono bombardamenti e mitragliamenti intensi.
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37047 - San Bonifacio - Verona - Viale delle Fontanelle n. 69 

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